IL DONO

Con la tua ultima sofferenza

e la morte

un estremo dono

mi hai lasciato:

un seme nutrito

di contrastanti emozioni

e del loro silenzio;

inutilmente mi parlava la vita

sovrastata dalla Morte.

Poi l’insopprimibile desiderio

di illudermi,

che la nuda sofferenza

e l’angoscia

non riempissero

tutti i tuoi giorni,

e,  timidamente,

ho scritto una poesia.

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AIOLA DI PERIFERIA

Fra radi cespugli

fioriscono pezzi di plastica

e lattine colorate.

Fili d’erba crescono

faticosamente

fra i sassi e su un tappeto

di frammenti di vetro.

L’asfalto incombe ai lati,

lamiere di macchine,

cartacce.

Improvvisamente

splende il sole.

TEMPORALE

Ad ovest cielo temporalesco,

nuvole pesanti,

il buio violetto si addensa,

ad est l’ultima striscia di luce.

Stretta fondamenta con ponticelli

di legno, instabili passerelle

costeggia la laguna;

lontano gli alberi fitti

delle barche, illuminati all’orizzonte

sempre più fitti con la lontananza.

Arrivo a un largo canale

fiancheggiato da grigie rive,

non ne vedo la fine

e il temporale è scatenato.

EMOZIONI SFUGGENTI

Emozioni sfuggenti e randagie

fra mille dovute occupazioni

mi tengono lontana dalla porta

della casa del ricordo e del rimpianto.

Si entra nel proprio cuore, nude pareti,

luce e penombra, vuoto e silenzio

che devo riempire di memorie vive,

dolorose. Se solo riuscissi a entrare,

a chiudere la mente svagata

ai pensieri di tutti i giorni,

dall’altra parte mi attenderebbe

di nuovo la vita, caotica e rigogliosa

come un giardino trascurato,

in cui cercare con fatica

il mio sentiero.

ANGOSCIA

Di nuovo:

momento tranquillo

il mio mondo sembra intero.

Di nuovo l’angoscia,

cade a pezzi  il mio mondo

nell’irreparabile perdita

nell’insopportabile silenzio

nell’atroce menzogna.

E, su tutto, la FINE

il lento scomparire

uno dopo l’altro

dei testimoni di un mondo.

TUFFO AL CUORE

Un tuffo al cuore,

mi bloccano la mente

angoscia e rabbia.

Al ricordo della violenza

divento vittima due volte:

colpito nel profondo

avrò la lingua tagliata,

non avrò voce per parlare

né per convincere.

Chiuso in me stesso

sarò sempre più solo

senza conforto.

STRISCIA DI VERDE

Striscia di verde

sul bordo dell’acqua

verso il tramonto,

dolce e calda luce

sullo specchio piatto

della laguna, sul muro

di mattoni che alto

costeggia e chiude

dall’altra parte

questo angolo d’isola.

Non so che cosa nasconde,

orti o case, una chiesa,

o un folto di cespugli selvatici.

Solo scorci vedrò

di questi paesaggi,

non saprò dove porta

questo sentiero.

Devo già proseguire

per altre vie.

SENTIMENTI

Non sento

i sentimenti profondi,

non agitano la superficie

delle mie emozioni sfuggenti,

dell’indifferenza e dell’abitudine,

mi scuotono dal di dentro

come una bufera gli alberi,

smuovono il fondo dell’animo

come la tempesta i fondali

del mare, bruciano

come un incendio che distrugge

e acceca con la sua luce.

E nel loro emergere caotico

e incontrollabile

sono come in balia di antiche

potenti divinità.

SINESTESIE

Numeri

Frecce d’argento,

trasvolano sul nulla,

sulla foglia verde

sfumata e tornano

al nulla.

Voce di donna

sapore penetrante

di mela dolce

e aspra, profonda.

Intensità di ascolto

oltre il significato

di parole e canto.

Ci sono numeri

sinfonie di colori

verde blu giallo

con un tocco di bianco.

Vorrei un vestito

così decorato,

ma la bellezza

la vedrei solo io.

Voce argentina

mi apre un cielo sfumato

di bianco e azzurro.

Numeri

Sfumature di rosso

verde e giallo ocra,

un tocco di bianco,

come uno squarcio

di un bosco d’autunno

colori sfumati

sulla pagina.

Scala di luce

vibra nel grigio,

geometriche figure

di luce lineari

composte e scomposte

su sfondo di scure nuvole.

Musica

MURI A VENEZIA

Venezia è di alti

muri una fuga, pietra

o rosati mattoni;

ciuffi di alberi,

qualche porticina

lasciano intravedere

vite nascoste

in case e cortili.

Ho girato per calli

e campi allegra

con giovani compagni,

ma la vita segreta

nemmeno riesco

a immaginarla, sola

al di fuori rimango.

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