Emily Dickinson nella traduzione di Margherita Guidacci

Da  “Emily Dickinson  Poesie”  pag. 287

LA GRANDE POESIA  CORRIERE DELLA SERA

(1695)

Ha una sua solitudine lo spazio,

solitudine il mare

e solitudine la morte – eppure

tutte queste son folla

in confronto a quel punto più profondo,

segretezza polare,

che è un’anima al cospetto di se stessa:

infinità finita.

(non databile)

Annunci

Quello che non si ricorda

      9 e 10 Febbraio 2018: alla Rai (Rai3 e Raistoria) la trasmissione “Passato e Presente” di Paolo Mieli con Raoul Pupo dal titolo “Il dramma giuliano” racconta in modo sintetico una complessa tragedia storica che si è svolta in un ampio arco di tempo.  Mi ha colpito un particolare: le ragazze, profughe giuliane, che nella Sardegna profonda degli anni 40 e 50 del 900 prendono la bicicletta e vanno al bar del paese suscitando lo scandalo generale nella gente del posto.   Raoul Pupo e Paolo Mieli hanno citato questo episodio per spiegare uno dei motivi della diffidenza con cui i profughi giuliani sono stati accolti in molti luoghi in Italia.   Qui le ragioni politiche dei comunisti, di varie formazioni politiche, degli alleati, i complicati rapporti internazionali e altre, grandi o tremende, motivazioni non c’entrano: è che la popolazione della Venezia Giulia era più moderna ed europea del resto d’Italia.

Un accenno fugace che però può socchiudere una porta, che di rado viene aperta, su un mondo vario ed interessante, paesano e cosmopolita, complicato da raccontare, e che perlopiù viene presentato nel momento della sua traumatica fine.  Un mondo dilaniato da nefaste ideologie ed interessi, nazionalismi contrapposti fin dall’800, nazismo fascismo comunismo di guerra stalinismo, finisce per apparire nei suoi aspetti peggiori.  Raramente si ricorda la secolare convivenza fra etnie, il fascino di una Venezia aspra e rocciosa in simbiosi con un mare limpido e con alle spalle una campagna dura e piena di sassi; sulle rive di questo mare le donne si muovevano liberamente, studiavano e lavoravano abituate ad una società aperta.  Il mio nonno paterno (nato nell’800!) portava a spasso i bambini con la carrozzina, conquista esaltata come rivoluzionaria e appartenente ad esigue avanguardie negli anni 60 e 70.  “Era necessario ribaltare tutto per arrivare al banale risultato che gli uomini sapessero cucinare e lavarsi la roba?”  chiedeva mio padre che non apprezzava il linguaggio del 68, ma come marinaio e poi ufficiale di marina era abituato ai lavori “femminili”.  Erano diffuse l’alfabetizzazione e la conoscenza di più lingue anche da parte di persone non particolarmente colte.   Conflitti e solidarietà, riflessioni sui concetti di appartenenza nazionale: dove niente è scontato gli esseri umani si frequentano e si dividono, si sposano e si combattono, accettano compromessi e scelgono posizioni estreme.  Una memoria antica che va salvaguardata.

finché arrivano lettere d’amore

finché arrivano lettere d’amore

non tutto è perduto

finché mi raggiungono abbracci

e baci seppure per lettera

non tutto è perduto

finché nei pensieri

vi chiedete dove io sia

non tutto è perduto

Da “FINCHÉ ARRIVANO LETTERE D’AMORE”

Poesie  1956 – 2004

EFFIGIE  2017

traduzione e cura di Paola Quadrelli

 

Vita “straordinaria e drammatica”

Breve riassunto dalla presentazione di Paola Quadrelli in

“FINCHÉ ARRIVANO LETTERE D’AMORE” Poesie  1956 – 2004 

di Helga Novak

Difficile rimanere indifferenti di fronte al racconto di una vita così segnata da sventure private e tragedie storiche: abbandonata dalla madre poco dopo la nascita, non conobbe mai suo padre che si suicidò pochi anni dopo; e neanche la famiglia adottiva le diede affetto e sostegno.  Non dimentichiamo che visse bambina il trauma della guerra, con i bombardamenti e le distruzioni che comportò (alcune poesie, sconvolgenti nel loro realismo, ne trattano).    Adolescente aderì al socialismo, come ho già ricordato nell’articolo precedente, e si iscrisse ad un collegio per la formazione della classe dirigente del Partito allontanandosi così da casa: periodo di entusiasmo e di illusioni, presto crollate di fronte alla realtà di un’educazione autoritaria e ideologicamente dogmatica, e ad un clima di sospetto e delazione.

Studi universitari a Lipsia, l’incubo della Stasi; a Lipsia conobbe suo marito, uno studente islandese.  Visse quindi alcuni anni in Islanda, altri nella DDR (Germania dell’EST) frequentando ambienti del dissenso e scontrandosi con il regime a causa dei metodi autoritari e repressivi di questo; e quando nel 1966 fu privata della cittadinanza tedesca per “sentimenti antisocialisti”, le rimase il passaporto islandese come Helga Karlsdottir (Helga figlia di Karl).   Visse nella Germania OVEST, poi Germania riunificata, e in Polonia, viaggiando comunque moltissimo.   Le difficoltà la seguirono anche nella nuova Germania dove nel 2004 le venne rifiutato il permesso di soggiorno; solo negli ultimi anni riuscì a ritornare nella sua città di origine, Erkner, di cui divenne cittadina onoraria.

Intreccio delle circostanze e del carattere: la vita travagliata di una ribelle, molto sola, appassionata di giustizia anche per cause quasi dimenticate: scrisse una poesia sul genocidio degli Herero, popolazione africana sterminata dai colonizzatori tedeschi nei primi anni del 900, un’altra sulle tremende usanze di tribù africane nei confronti delle donne adultere.   Uno dei suoi temi riguarda infatti la condizione della donna: le deportate dal regime sovietico subiscono stenti e umiliazioni come quelle deportate ai tempi degli zar; da ricordare la sarcastica e dolorosa descrizione della mentalità di un funzionario del gulag (potrebbe essere anche di un qualunque regime che sfrutta il lavoro forzato, però questo aggiunge all’indifferenza e alla spietatezza l’ipocrisia di agire in nome del popolo che opprime) .  Esco da queste letture sconvolta ed emotivamente esausta, ma con la sensazione che, se è mai esistito uno scrittore in grado di capirci e di accettare anche le nostre sofferenze aprendo il proprio cuore, era lei, donna difficile ma dotata di una “ruvida tenerezza”, come scrisse in una recensione Wolf Biermann.   Altri temi molto cari alla poetessa furono la natura, l’amore e il dolore dell’esilio di chi si sente dovunque straniero.

HELGA M. NOVAK

Biografia


Nata l’8 settembre 1935 a Berlino-Köpenick, crebbe a Erkner nei pressi di Berlino in una famiglia adottiva da cui si distaccò appena quindicenne per frequentare un collegio per la formazione di quadri del Partito socialista unitario. La giovane entrò tuttavia assai presto in conflitto con le autorità della DDR: dapprima costretta ad interrompere gli studi universitari a Lipsia fu quindi privata della cittadinanza nel 1966 per “sentimenti antisocialisti”.  Nei decenni successivi visse a Francoforte sul Meno e a Berlino Ovest, soggiornando tuttavia a lungo in diversi paesi, tra cui l’Islanda, la Jugoslavia, la Spagna, il Portogallo della rivoluzione dei garofani, la Polonia di Solidarnosć, gli Stati Uniti.Nel 1989 si stabilì infine in una località nella brughiera di Tuchel, nella Polonia settentrionale.
Morì a Rüdersdorf presso Berlino nel 2013.

Da “FINCHÉ ARRIVANO LETTERE D’AMORE”

Poesie  1956 – 2004

EFFIGIE  2017

traduzione e cura di Paola Quadrelli

sono perduta senza foresta

di Helga M. Novak   nella traduzione di Paola Quadrelli

senza foresta e dove non crescono alberi

sono perduta il vento impazza a ogni angolo

la tempesta rivendica il nostro antico amore

e mi afferra per i capelli

la vastità che un tempo eccitava i sogni

mi si è tramutata in un paesaggio

di spoglia inquisitoria beffarda

nudità che evoca e smaschera

le mie invecchiate passioni

Da “FINCHÉ ARRIVANO LETTERE D’AMORE”

Poesie  1956 – 2004

EFFIGIE

ho fede nelle acque vive

di Helga M. Novak  nella traduzione di Paola Quadrelli

Ho fede nelle acque vive

e nella paura che talora mi assale

per tutto ciò che scorre paura dei fiumi impetuosi

ho fede nel sottosuolo nero

e proclamo la mia paura del nero

perché non vedo attraverso talora però mi

assale un coraggio sconfinato e mi dichiaro

senza riserve fedele ai fiumi agli stagni soprattutto

proclamo per sempre il mio amore per i mari

Da  “FINCHÉ ARRIVANO LETTERE D’AMORE”

Poesie 1956 – 2004

EFFIGIE

 

Sentieri

Dispersa fra sentieri

appena intravisti,

curiosità dissolte

nell’indifferenza,

forme passeggere

nella mente, chiusa

vivo in un cerchio

che esclude ogni altra

luce.

Le mie parole

Le mie parole

sono porte socchiuse

sulla mia stanza

disordinata:

fra i miei pensieri

troverete qualcosa

di vostro, magari ignoto,

e mi lascerete frammenti

di vita.   Forse

una vostra porta

socchiuderete.

Tempesta

E fino a quando

non è scoppiata la tempesta,

non sapevo di essere

una nuvola scura fra altre,

preda inconsapevole

di interne correnti

ed incontrollabili scontri

nei cieli in tumulto.

Annunci
Il grado zero della lettura

di Paola Lorenzini

AlberiEsperti

Perché si fa presto a dire alberi ....

La Lettrice Assorta

"Non ci sono libri morali o immorali. Ci sono libri scritti bene e scritti male" (Oscar Wilde)

Marmellata di pensieri

Cosa dice la mia testa

NIENTE PANICO

procedete guardinghi perché non conoscete il vero volto delle cose che vi circondano

Bibliostoria

Novità in biblioteca, eventi e risorse web interessanti per la storia

Gallery15

#gallery15blog

Rupestreblog

∃x(φ)

Dolce ma...Croccante!

Quando la passione incontra la creatività si dà vita a qualcosa di straordinario.

Il padiglione d'oro

... è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo ... (A. Baricco)

Seidicente

Possiedo sogni e ragione

F.C. confidenziale

"Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po'" [Marco 6, 31]

Sourtoe Cocktail Club

qui si beve di tutto: servitevi !!!

Interno Poesia

Blog e progetto editoriale di poesia

Il Canto delle Muse

"Se ho provato momenti di entusiasmo, li devo all'arte; eppure, quanta vanità in essa! voler raffigurare l'uomo in un blocco di pietra o l'anima attraverso le parole, i sentimenti con dei suoni e la natura su una tela verniciata." Gustave Flaubert

Briciolanellatte Weblog

Navigare con attenzione, il blog si sbriciola facilmente

LA LOCANDA DELLE PAROLE

scrittura in versi e in prosa

agenda19892010

The value of those societies in which the capitalist mode of production prevails, present itself as "an immense accumulation of commodities", its unit being a single commodity --- Karl Marx

Giovanni Pistolato

Blog letterario

RUMORE D'ACQUA

Haiku e poesia di ispirazione orientale

poesie e altro

l'archivio delle parole in fila - zattera trasparente